Mentre il Comitato Viale Martiri d'Ungheria raccoglieva le firme dei cittadini contro il progetto "Ginosa Ciclabile" con una petizione che si sarebbe conclusa il 30 giugno, il 29 giugno il sindaco e la sua giunta hanno approvato il progetto esecutivo. Una decisione che, secondo il Comitato, avrebbe di fatto anticipato e ignorato l'esito della raccolta firme.
La denuncia arriva direttamente dal Comitato:
“Ancora una volta, a nostro avviso, l'Amministrazione comunale guidata dal sindaco Parisi dà prova di una preoccupante arroganza politica e di una totale sordità nei confronti delle esigenze dei cittadini, dei residenti e dei commercianti di Viale Martiri d'Ungheria”, dichiarano i rappresentanti dei commercianti.
“Nessuno ci ha convocato, non c'è stato alcun confronto né una presentazione pubblica del progetto esecutivo. Si continua a portare avanti un progetto contestato, facendo leva sui finanziamenti disponibili, pari a circa 750 mila euro, senza chiarire quali saranno le conseguenze concrete su parcheggi, viabilità, accessibilità, sicurezza e attività commerciali. Viene spontaneo chiedersi se l'obiettivo sia davvero rispondere ai bisogni del territorio oppure, più semplicemente, spendere quei fondi in fretta per non perderli, anche a costo di ignorare le richieste di chi quel viale lo vive ogni giorno”.
Il Comitato precisa inoltre di condividere pienamente gli interventi finalizzati all'abbattimento delle barriere architettoniche e al miglioramento dell'accessibilità per le persone con disabilità, definendoli obiettivi “sacrosanti e necessari”. Tuttavia, secondo il Comitato, tali finalità “non possono essere utilizzate come paravento per imporre una pista ciclabile e giustificare un progetto che presenta criticità evidenti”.
Tra le richieste avanzate vi sono la sospensione dell'iter del progetto fino alla convocazione di un tavolo di confronto con tutti i soggetti interessati, la pubblicazione integrale del progetto esecutivo, il chiarimento sulle ricadute in termini di parcheggi, la pubblicazione delle osservazioni e dei pareri tecnici acquisiti e la valutazione delle proposte alternative presentate.
Il clima che emerge è quello di un diffuso malcontento tra cittadini, residenti e commercianti, che chiedono un confronto pubblico, trasparente e partecipato. Il Comitato annuncia di essere pronto a proseguire la propria battaglia nelle sedi opportune, attraverso iniziative legali e pacifiche, nel nome della democrazia e della trasparenza amministrativa.
M.C.O.