Nota stampa Giulia Piccolo ex Presidente del Comitato di Frazione Marinese:
Il dibattito pubblico e istituzionale della nostra comunità si trova da sempre di fronte a una contraddizione profonda, riemersa chiaramente anche durante l’ultimo Consiglio Comunale.
In quella sede, l'encomiabile intervento degli studenti di una scuola locale sul tema delle "minoranze" ha offerto un importante spunto di riflessione.
Spesso le istituzioni e le forze partitiche trovano più agevole muoversi all'interno di cornici giuridiche e teoriche già codificate — come quelle dei diritti delle minoranze linguistiche, culturali o religiose, che godono di tutele costituzionali e internazionali.
Al contrario, la politica locale fa fatica a gestire e ricucire le fratture concrete che derivano dalle "disuguaglianze economiche, sociali e territoriali" vissute quotidianamente dall'anno 2000 ad oggi dalla popolazione marinese.
Il divario Nord/Sud Italia e in casa nostra: Ginosa/Marina di Ginosa sono il paradosso del dibattito, la voce del cittadino non è una astrazione teorica, come non lo sono i bisogni reali dei cittadini (scuola, sanità ed ambiente, mobilità sostenibile, urbanistica e decoro urbano).
Parlare di "minoranza culturale" permette talvolta ai partiti di rimanere su un piano antropologico o ideale. Affrontare il tema delle minoranze intese come "periferie geografiche e sociali" costringe invece la politica a fare i conti con la concretezza delle proprie linee programmatiche e delle proprie scelte di bilancio.
Mentre l’identità culturale unisce un gruppo attorno a simboli chiari, la "minoranza territoriale" è spesso assecondata.
Chi vive in una Frazione come Marina di Ginosa, distante oltre 20 km dal Comune capoluogo, conosce fin troppo bene questa dinamica: la mancanza di una voce politica forte è spesso legata a una pura questione "numerica e di rappresentanza".
Sia chiaro: considerare Marina di Ginosa in uno stato di totale di emarginazione sociale sarebbe scorretto e non veritiero. Tuttavia, analizzare a fondo la percezione che il residente, l’ospite e l’impresa hanno del territorio deve essere il punto di partenza per una strategia amministrativa concreta, mirata a non lasciare indietro nessun cittadino, famiglia ed impresa.
Ogni forza politica ha la propria "ricetta" per favorire la "partecipazione popolare" che nei fatti è sempre l'opposto del programma elettorale.
Prima con il Gruppo Promotore "Parola ai Marinesi" successivamente con il Comitato di Frazione Marinese si è cercato con dei pareri di fornire utili indicazioni a chi oggi gestisce il bene pubblico.
Negli anni sono stati fatti importanti passi in avanti per la nostra Frazione — penso alla sezione primavera, all'asilo, al mutuo per la struttura sportiva pubblica al chiuso, al catasto cimiteriale e alla realizzazione dei nuovi loculi — ma si tratta ancora della punta di un iceberg.
Come ex Presidente del Comitato di Frazione Marinese, ritengo fondamentale porre l'accento sullo "svantaggio geografico": la distanza non deve tradursi in un isolamento dei servizi o con la classica frase: "non ci sono soldi".
Le fragilità territoriali e infrastrutturali colpiscono indistintamente tutta la comunità costiera, indipendentemente dalla appartenenza partitica, culturale, linguistica e religiosa.
È tempo che la politica locale "riduca le distanze", trasformando i diritti teorici in risposte concrete per il nostro territorio e l'unica strada da percorrere è quella di sistemare una volta per tutte il Bilancio comunale.