La vertenza Natuzzi ha raggiunto un livello di criticità che impone un intervento immediato delle istituzioni. Le segreterie provinciali e regionali di Puglia e Basilicata di FenealUil, FilcaCisl e Fillea-Cgil chiedono con urgenza la riconvocazione della cabina di regia presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla presenza delle Regioni Puglia e Basilicata e dell’azienda, per affrontare una situazione che nelle ultime ore si è ulteriormente aggravata.
Nei giorni scorsi le organizzazioni sindacali hanno inviato due richieste formali di incontro. La prima, indirizzata al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, al Ministro Adolfo Urso, alla Sottosegretaria Fausta Bergamotto e al Comitato SEPAC della Regione Puglia, chiedeva la convocazione di un tavolo istituzionale per «riprendere il confronto tra tutte le parti interessate alla vertenza Natuzzi», evidenziando le preoccupazioni legate alla sospensione dei titoli Natuzzi da Wall Street, ai ritardi negli stipendi, all’uso massiccio dell’ammortizzatore sociale e alla disorganizzazione negli stabilimenti. Una condizione che, come scritto nella lettera, rischia di trasformare «la crisi di Natuzzi in crisi territoriale in poco tempo» . La seconda richiesta è stata inviata al negoziatore della crisi, il professor Elbano De Nuccio, per ottenere informazioni dettagliate sull’attuale situazione economicofinanziaria del Gruppo e sul piano di risanamento, sottolineando che «rimangono forti le preoccupazioni per la tenuta aziendale e il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori» .
A rendere oggi ancora più urgente la convocazione della cabina di regia, sottolineano le organizzazioni sindacali, è il peggioramento del quadro economicofinanziario dell’azienda, certificato dal delisting da Wall Street, che apre interrogativi pesanti sulla solidità del
Gruppo e sulla credibilità del piano di riorganizzazione avviato unilateralmente.
Ma nelle ultime ore, sottolineano ancora i sindacati, è emerso un fatto di gravità ancora maggiore: secondo quanto appreso dalle stesse, Natuzzi avrebbe ritirato la propria disponibilità alla vendita dello stabilimento di Ginosa a Ecologistic, un’operazione presentata nelle sedi istituzionali – Regione Puglia e Mimit – come un tassello decisivo del percorso di reindustrializzazione del sito. L’accordo prevedeva anche la possibilità di assorbire 40 lavoratori Natuzzi in esubero, offrendo una prospettiva concreta di salvaguardia occupazionale.
Il passo indietro dell’azienda, se confermato, rappresenta un colpo durissimo: «Non solo si mette a rischio un progetto di reindustrializzazione già condiviso nelle sedi istituzionali, ma si conferma l’inaffidabilità di Natuzzi rispetto agli impegni assunti e
al piano industriale che l’azienda ha deciso di portare avanti unilateralmente, un piano che – lo ribadiamo – sta facendo acqua da tutte le parti».
Per queste ragioni FenealUil, FilcaCisl e Fillea-Cgil chiedono che la cabina di regia venga convocata immediatamente, con la partecipazione di tutte le istituzioni competenti e dell’azienda, per chiarire le reali intenzioni del Gruppo e definire soluzioni credibili e condivise a tutela dell’occupazione, dei lavoratori e dell’intero distretto del mobile imbottito. «La vertenza Natuzzi non può essere gestita con retromarce improvvise e decisioni unilaterali. È in gioco il futuro di centinaia di famiglie e di un settore strategico per la Puglia e la Basilicata. Le istituzioni intervengano subito».
Le Segreterie provinciali e regionali di Puglia e Basilicata
Feneal UIL Filca CISL Fillea CGIL